Intelligenza Artificiale: l'Italia punta sul futuro

Il Consiglio di Ministri ha recentemente varato un disegno di legge sull’intelligenza artificiale (“DDL”) che rappresenta un passo fondamentale per il futuro dell’intelligenza artificiale (“IA”) in Italia. Questo documento, composto da 25 articoli e incentrato su cinque principi chiave (rispetto dei diritti fondamentali, trasparenza, proporzionalità, sicurezza e non discriminazione), delinea un quadro solido per lo sviluppo e l’utilizzo responsabile dell’IA in variati settori della società italiana.

Salute, lavoro, Pubblica Amministrazione, Giustizia e Cybersecurity: l’IA al servizio del cittadino 

L’impatto del DDL si estenderà a molteplici aree, con l’obiettivo di migliorare la vita dei cittadini e promuovere l’innovazione.

In ambito sanitario, l’IA potrà supportare la diagnosi, il trattamento e l’assistenza ai pazienti, sempre nel rispetto del giudizio clinico dei medici. Il DDL introduce infatti disposizioni relative al fascicolo sanitario elettronico, essendo inoltre prevista la creazione di una piattaforma di IA gestita dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS).

Nel mondo del lavoro, l’automazione di alcune attività, grazie all’IA, potrà aumentare la produttività senza però penalizzare i lavoratori o creare condizioni di lavoro inadeguate. Il DDL impone a datori di lavoro l’obbligo di informare i lavoratori dell’utilizzo di sistemi di IA e prevede la creazione dell’Osservatorio sull’adozione dei sistemi di intelligenza artificiale nel mondo del lavoro, per monitorarne l’impatto sul mercato del lavoro, identificare i settori più influenzati dalla tecnologia e promuovere la formazione costante dei lavoratori e dei datori di lavoro in tale ambito.

Nella scuola, il DDL prevede l’inserimento di  attività volte all’acquisizione di ulteriori competenze attraverso esperienze di apprendimento presso le istituzioni della formazione superiore dentro del piano didattico personalizzato (POP) dell’istituzione scolastica secondaria di secondo grado adottato per le studentesse e gli studenti ad alto potenziale cognitivo, in deroga al previo possesso del titolo di cui all’articolo 2, comma I, lettera g) della Legge 28 marzo 2003, n. 53.

Anche la pubblica amministrazione potrà beneficiare dell’IA, migliorando l’efficienza e l’efficacia dei servizi offerti ai cittadini. Nel settore della giustizia, l’IA sarà impiegata per analizzare grandi volumi di dati e identificare modelli, senza però sostituirsi al giudizio umano nelle decisioni finali.

Infine, la cybersecurity troverà un valido alleato nell’IA, che potrà contribuire a proteggere i sistemi informatici da attacchi sempre più sofisticati.

Deepfake e altre modifiche al codice penale

Il DDL include inoltre un elenco di modifiche al codice penale ed altre disposizioni correlate al fine di controllare e limitare l’utilizzo dell’IA.

In particolare, viene modificato l’articolo 61 del Codice Penale al fine di aggiungere l’aggravante dell’avere “commesso il fatto mediante l’impiego di sistemi di intelligenza artificiale, quando gli stessi, per la loro natura o per le modalità di utilizzo, abbiano costituito mezzo insidioso, ovvero quando il loro impiego abbia comunque ostacolato la pubblica o privata difesa, ovvero aggravato le conseguenze del reato.”

Anche gli articoli 494 del Codice Penale (sostituzione della persona) e 2637 del Codice Civile (aggiotaggio) vengono modificati, includendo, rispettivamente, una pena da reclusione da 1 a 3 anni e di 2 a 7 anni per chi ha commesso il fatto mediante l’impiego di sistemi di IA.

Si procede inoltre all’inclusione della condizione di impiego di sistemi di IA nei seguenti articoli del Codice Penale: art. 501, riguardante il rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato o nelle borse di commercio, l’art. 640, sulle truffe; l’art. 640, su frode informatica; l’art. 648 bis, sul riciclaggio, l’art. 648 ter, sull’impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita e autoriciclaggio.

Insieme a tutte le modifiche elencate, necessarie per combattere condotte come ad esempio il deepfake, viene inserito un nuovo articolo 612quater nel quale si regolamenta il nuovo reato di diffusione illecita di contenuti generati o manipolati artificialmente.

Strategie e misure per un’IA italiana all’avanguardia

Oltre a definire i principi cardine per l’utilizzo dell’IA, il disegno di legge introduce anche una serie di strategie e misure concrete per promuovere lo sviluppo di un’IA all’avanguardia e responsabile. Tra queste, la definizione di una strategia nazionale di IA; l’individualizzazione di due autorità nazionali dedicate alla regolamentazione e alla promozione di questa tecnologia, l’Agenzia per l’Italia digitale (Agid), focalizzata sull’innovazione e lo sviluppo tecnologico, e l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn), focalizzata sui profili di sicurezza legati all’IA;  investimenti in ricerca e sviluppo, permettendo un investimento fino ad un miliardo di euro; programmi di istruzione e formazione per cittadini e lavoratori, e l’istituzione di un quadro etico per lo sviluppo e l’utilizzo dell’IA.

Un’opportunità per l’Italia e un modello per l’Europa

L’approvazione di questo disegno di legge rappresenta un’importante occasione per l’Italia di posizionarsi come leader globale nel campo dell’intelligenza artificiale. Promuovendo uno sviluppo responsabile e sicuro di questa tecnologia, il nostro paese potrà trarne benefici in termini di crescita economica, innovazione e miglioramento della qualità della vita dei cittadini.

Il modello italiano, inoltre, potrebbe fungere da esempio per altri paesi europei, contribuendo a definire un quadro normativo comune per l’IA a livello europeo.

Conclusione

In conclusione, il disegno di legge sull’intelligenza artificiale rappresenta un passo avanti significativo verso un futuro dove l’IA sia utilizzata in modo responsabile, etico e a beneficio di tutta la società.

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